Come Lavoro
I principi che guidano ogni mio intervento.


Ogni percorso inizia dall’ascolto e dalla comprensione della situazione. Prima di proporre un intervento, ritengo fondamentale conoscere la storia del bambino, il contesto in cui cresce, le difficoltà che hanno portato la famiglia a chiedere un confronto e ciò che è già stato osservato o sperimentato fino a quel momento.
Non sempre, infatti, la prima risposta è necessariamente iniziare un percorso. A volte è sufficiente fare chiarezza su ciò che sta accadendo, comprendere meglio una fase dello sviluppo o individuare alcune strategie da utilizzare nella quotidianità. In altre situazioni può essere utile approfondire alcuni aspetti attraverso una valutazione, iniziare un intervento specifico o coinvolgere un altro professionista con competenze più adatte a quella particolare necessità. Il mio lavoro parte quindi dall’osservazione e dal confronto, con l’obiettivo di comprendere ciò di cui quel bambino e quella famiglia hanno realmente bisogno in quel momento. Le indicazioni e gli eventuali percorsi vengono condivisi e spiegati, affinché ogni scelta sia comprensibile e abbia un significato all’interno della situazione che stiamo affrontando.


Basato sulle evidenze scientifiche
Il mio lavoro si fonda sulle migliori evidenze scientifiche disponibili e su un aggiornamento professionale costante. Le conoscenze nell’ambito dello sviluppo e dell’età evolutiva cambiano nel tempo: per questo ritengo fondamentale offrire interventi e indicazioni coerenti con le conoscenze scientifiche attuali.

Concreto
Le indicazioni devono poter trovare spazio nella vita reale. Per questo cerco di tradurre ciò che emerge dal lavoro clinico in strategie comprensibili, realistiche e applicabili nella quotidianità, tenendo conto delle risorse e dell’organizzazione familiare.

Personalizzato
Non esiste un percorso valido per tutti. Età, profilo di sviluppo, caratteristiche individuali e contesto familiare contribuiscono a definire obiettivi e modalità di intervento, che vengono quindi costruiti sulla situazione specifica del bambino.

Senza giudizio
Chiedere un confronto professionale può arrivare dopo dubbi, tentativi, preoccupazioni o momenti di particolare fatica. Ritengo fondamentale offrire uno spazio in cui sia possibile raccontare anche ciò che non sta funzionando, fare domande ed esprimere le proprie difficoltà sentendosi ascoltati, senza timore di essere giudicati.

Onestà professionale e lavoro in rete
Essere un buon professionista significa anche riconoscere i confini delle proprie competenze. Se ritengo che una situazione richieda un approfondimento diverso o possa beneficiare maggiormente dell’intervento di un altro specialista, lo comunico con chiarezza e, quando possibile, favorisco il confronto con la figura professionale più appropriata. Per tale motivo collaboro attivamente con pediatri, neuropsichiatri infantili, logopedisti, fisioterapisti, insegnanti e con le altre figure coinvolte.
